Gentilissime/i,

in un momento in cui questo maledetto virus sta distruggendo tutte le certezze rimettendo in discussione le fondamenta stesse del nostro modo di vivere, mi sento in dovere di contribuire, nel mio piccolo, ad alimentare la speranza che in un tempo non molto lontano riprenderemo tutti il controllo delle nostre vite.

E se, come detto, la drammaticità della situazione e la durezza delle misure imposte per mitigare gli effetti del contagio inducono a riflessioni profonde sulla caducità delle cose umane e sul senso stesso del nostro vivere sociale, credo fortemente che il primo passo per ripartire sia quello di imparare dagli errori del passato valorizzando al contempo le cose buone. Forse non possiamo più permetterci le megalopoli da 20 milioni di abitanti, la persistente opera di distruzione dell’ambiente attraverso l’inquinamento, o il continuo rincorrere l’incremento produttivo quale modello unico di sviluppo e creazione di ricchezza. Magari dovremmo ripensare a modelli sociali più umani, che mettano al centro la dignità e il benessere della persona come strumenti per il raggiungimento della felicità.

Sono discorsi complessi che non possono essere affrontanti in poche righe e richiederebbero riflessioni più approfondite. Ciò che qui mi preme sottolineare, e prendo a prestito le parole di Papa Bergoglio, è che non dobbiamo lasciarci “rubare la speranza”. Osserviamo le nostre tradizioni e festeggiamo le ricorrenze in tutti i modi: in famiglia, sui social, in videocall… .

Questo è il periodo di Pasqua! Si celebra la resurrezione del figlio dell’uomo. Ma, al di là di qualsivoglia fede religiosa, la Pasqua porta con sé il concetto di rinascita, il saper andare oltre le avversità, superare i dolori e da questi acquisire forza e vigore; con essa si sconfigge la morte.

Ed è per questo che, mai come quest’anno, gli auguri sono importanti. Si spera in un domani migliore e si auspica una nuova vita felice. Perchè se è vero che “sic transit gloria mundi”, non dobbiamo dimenticare che in questo mondo ci siamo e abbiamo il dovere di renderlo migliore. Nel nostro piccolo noi lo facciamo cercando di stare vicino agli studenti e alle famiglie in tutti i modi che ci sono consentiti. Abbiamo attivato Gsuite for Education, approvato un documento sulle linee guida per la didattica a distanza dal titolo “Nessuno resti solo” e consegnato pc in comodato d’uso alle famiglie in difficoltà. A voi chiediamo di continuare a stare vicino alla scuola e di contribuire ad alimentare costantemente quel senso di comunità che ci fa sentire “speciali”.

Buona Pasqua!

Documenti

Lettera del DS

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